Lazio-Crotone 1-0: vai al 90° e fai rewind !

Lontano quel 29 Aprile del 2016, lontano una galassia quella compattezza di squadra, team tecnico, società e tifoseria. A parte quest’ultima, tutto il resto è a pezzi, disintegrato, frantumato in mille pezzi. Società diventata cieca, team tecnico in confusione, squadra imbalsamata. Sembrano tutti rincretiniti i giocatori autori di quella incredibile corsa verso l’Olimpo dei calcio. E non può essere solo stato merito di Juric; smettiamola di prenderci in giro. Perché segno sintomatico di questa situazione di stallo, di confusione e convulsione, è l’immobilità di reagire di fronte al baratro prospettatosi già da Settembre scorso. Di fronte ad una guida tecnica completamente assente, gioco di squadra pallido ed inconsistente, una incapacità di mettere in campo 11 giocatori che parlino col pallone tra i piedi.

A nove mesi di distanza, i Vrenna hanno praticamente distrutto l’asse con Gualtieri, azzerato il management della società affidandosi a fantomatici millantatori di pietre miliari, sigillato il portafogli dopo gli introiti della promozione, chiuso gli occhi davanti ad evidenti ed imbarazzanti prestazioni in casa e fuori. Con il tremendo risultato di quanto stiamo assistendo dalla prima giornata di campionato. Mancavano solo i dissidi con la società che noleggia la nuova tribuna dello Scida, tanto voluta da Raffaele, e la torta è completa.

Quella con la Lazio è l’ennesima replica impietosa, più noiosa di una serie estiva di Teche-teche-té in prima serata. Più scontata della stagione dei saldi all’outlet. Più triste di una retrocessione per i tifosi, gli unici a subire (forse non più in silenzio) i colpi al cuore. Inutile ribadire il risultato, il minuto e soprattutto cosa scaturisce il gol della sconfitta.

Crotone chiuso nella propria metà campo che non accenna a costruire una azione o parvenza tale. Festa non fa sentire la mancanza di Cordaz, innalzando una vera e propria saracinesca, ma si sa, prima o poi lo prendi; è già successo enne volte, perseverare è diabolico. Oltre a constatare che tra Palladino e Stojan è meglio un sogno di mercato, per il finale rileggete un qualsiasi altro pezzo già pubblicato finora, di qualsiasi data. Non importa, avrà un adattamento quasi camaleontico. Rewind !

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