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I giocatori non ti seguono più: Stroppa dimettiti

Tre mesi insieme con l’intera rosa a disposizione, prevalentemente mantenuta dalla scorsa Serie A. Tre mesi di ostinazione e testardaggine a proporre e riproporre uno schema per il quale evidentemente non si hanno i giusti interpreti. Tre mesi di infinita pazienza da parte dei tifosi, mostrandosi vicini alla società ed alle sue scelte, per lo più  vincenti negli ultimi 20 anni. Sette punti in classifica, frutto di due vittorie contro due avversarie oggi relegate nei bassifondi delle classifica. Ed oggi a Palermo l’ennesimo scempio di questa stagione, nata come la base della risalita, il rialzarsi dopo la caduta, ma che a tutto somiglia tranne che ad un’annata vincente.  Squadra condita per la meta’ di attaccanti e giocatori offensivi, ma che riesce a sferrare il primo tiro in porta dopo 77 minuti, e non e’ uno scherzo. Inconcludente nei passaggi più semplici, trame di gioco praticamente assenti. Crotone più grigio della sua inguardabile maglia che cerca di ritrovarsi nella ripresa, ma i giocatori non fanno altro che guardarsi a distanza senza proferire segnale di scossa o volontà.

Terza sconfitta in quattro gare consecutive. La quarta sconfitta dall’inizio del campionato, su sole sette partite. Si viaggia ad una media di un punto a partita, non proprio quella media che gli esperti dei numeri indicano come ruolino di marcia verso la promozione immediata. Non servono invece degli esperti per constatare che il Crotone staziona a due punti sopra la zona retrocessione: qualcuno dovrà pur rendersene conto.

Un solo indiziato: Giovanni Stroppa, l’allenatore del Crotone svegliatosi dopo solo un mese di allenamento con i suoi ragazzi (testuali parole del tecnico), predica un gioco che non conosce neanche lui, un modulo che non ha mai dato la sensazione di dominarlo e di averlo nelle corde. Unito al fatto che i giocatori non lo seguono più già da almeno 4 partite, si e’ ormai giunti al momento che richiede con fermezza e attaccamento ai colori, le sue dimissioni.

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