Genoa-Crotone 2-2: ormai è tardi

Quando ti accorgi che giocandoti una partita, puoi prendere due gol ma portare a casa un punto d’oro, è troppo tardi. Una beffa il gol dell’Empoli all 80′ minuto sul proprio campo contro l’Udinese, che regala ai toscani una fuga dalla zona retrocessione e condanna probabilmente il Crotone e le altre. E’ vero che domenica prossima si gioca lo scontro diretto proprio contro gli uomini di Martusciello, ma per il Crotone la bella prestazione di oggi è di quelle che lasciano l’amaro in bocca.

Fiumi di parole, come cantavano a Sanremo un pò di tempo fa, tonnellate di carta stampata e milioni di byte sul web, non sono bastati per portare dimostrare quanto evidente ancora di più oggi, di fronte ad una prestazione quasi impeccabile. Ed è per questo che arriva da Genovai, la conferma alla tesi precedente. Partite e partite giocate per l’80% dei minuti nella nostra area di rigore ed i restanti entro la metà campo; palloni girati e rigirati a mò di tichi-taca, facendo partecipare solo i difensori; lanci lunghi alla viva il parroco e nessuno a tramare un’offensiva. Il bottino raccolto dopo un’intero girone d’andata consisteva in soli 9 punti, una miseria. Perché come professava Nicola, era già importante e grandioso calcare la Scala del calcio e lo Stadio Olimpico (e per fortuna che ancora non abbiamo giocato allo JuveStadium …), quindi poco importa tentare di vincerla una partita, meglio non far danni enormi e poi si vedrà.

A Marassi il Crotone ci aveva giocato tante volte in passato, in serie B. Forse anche per questo la spavalderia degli squali entrati in campo è stata palese fin dal primo minuto. Juric, che non vede l’ora di scacciare i fantasmi, approfittando come  fa un avvoltoio con un compagno rapace  ferito ad un’ala, suda freddo per tutto il primo tempo, o almeno fino a quando Simeone non infila Cordaz su perfetto passaggio di Cofie, sul filo del fuorigioco. Ma fino a qual momento, il Crotone aveva tenuto il campo ed impresso il proprio gioco come mai aveva fatto in questo campionato, addirittura in trasferta. Paradossalmente, la partita di oggi ha messo a nudo tutti limiti della squadra di Nicola in fase offensiva, che ha dimostrato voglia ed inarrendevolezza molto rare in calcio moderno, ma anche confermato come questa squadra abbia incapacità di vedere la porta. Tutto bene in difesa ed in parte a centrocampo, ma totalmente inoffensivo verso la porta di Lamanna. Si percepisce chiaramente come questa squadra sia allenata e messa in campo per limitare i danni, per tentare di non prenderne e poi quel che arriva arriva. Ed è chiaro dunque, altrettanto palese, spiegare il perché di tutti questi gol subito nei secondi tempi, ed ancor di più negli ultimi dieci minuti di gioco. Rimesse laterali che cadono nel vuoto, calci d’angolo che superano totalmente l’area affollata, o non ci arrivano neanche. Insomma, tieni in piedi la baracca assorbendo i colpi (Cordaz è portiere che ha compiuto più parate nella serie A, e la difesa rossoblù quella che ha subito più tiri verso la porta!), ma poi inevitabilmente il gol arriva.

Quando poi, finalmente dopo 20 giornate, Barberis calcia perfettamente due punizioni sulla testa dei compagni in area, che fruttano per due volte il pari ridando vita alle speranze. Volontà e desiderio di non essere più derisi e criticati che superano gli schemi, quel desiderio che finora era stato oppresso da schemi tattici e credo calcistico obsoleto ed inefficace. Ed avremmo parlato addirittura di una vittoria storica in trasferta, se anche oggi come spesso avvenuto ultimamente, l’arbitro non facesse lo sgambetto agli squali: prima regala il rigore del secondo vantaggio dei grifoni, per una spinta su Pandev, non punibile neanche a pallacanestro, poi non fischia un fallo di mani (con braccio che fa volume) in difesa genoana su tiro di Rodhen.

Il risultato positivo rimane e ridarebbe linfa ai giocatori ed ai tifosi per affrontare il prossimo scontro diretto, se non fosse che, probabilmente è ormai troppo tardi.

 

 

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