Emozioni… sensazioni… palpitazioni: e pur si move!

Emozioni... sensazioni… palpitazioni: e pur si move!

Giù il cappello, signori!
Arriva Sua Maestà… il Calcio!

E chi scrive queste brevi righe su un foglio di carta elettronico, si sta giusto chiedendo come riuscire a far capire, a chi amante della pelota non è per niente, cosa può passare nella mente di un bimbo commosso, o di una donna smaliziata, o ancor di più di un uomo pasciuto, fatto e cresciuto, nel momento in cui improvvisamente Halloween giunge negli Stadi (senza aspettare la fine di ottobre!), trasformandoli in licantropi ululanti la propria irrefrenabile gioia, sputata su quella magica sfera che maldestramente varcherà una riga spelacchiata e imbellettata tra due pali vestiti di bianco.

Che qualcuno ci aiuti!
Come potremmo spiegare un tale pathos agli snobboni dello sport più amato del mondo?

Beh… voi chiamatele, se vi pare… Emozioni.
Sì… emozioni.

Chi lo sa, basterebbe immergersi nel sogno di una piccola ma tenace popolazione residente nel cuore della Calabria, ove sorge la città, antica capitale della Magna Graecia, che rappresenta oramai da anni, a scanso di equivoci, l’intera regione nel calcio che conta davvero.

In un luogo in cui spesso la vita ti si pone dinanzi, in bianco e nero, senza particolari sbalzi d’umore, appiattita come questo foglio di carta virtuale.

Basterebbe ricordarlo per un secondo solo ed entrare in quel sogno in punta di piedi, come in una biblioteca, per poi sentirsi sbalzati e proiettati improvvisamente in un vortice di passione e trasgressione pura, catapultati in un universo pluricolorato di gioia!

Come quello evidenziato in questa diapositiva impressionante (in tutti i sensi!), scattata sotto ciò che gli Ultras amano definire “curva”, manco fossero dei piloti di Formula Uno, seppur armati dei loro stessi stimoli, della loro identica ambizione e fame di vittoria.

Ecco, seguitemi pure:
il Crotone che sa giocare a calcio, che sa segnare, che sa emozionare nell’Olimpo dei Campioni, è come questa struggente foto del professionista Giuseppe Pipita, che, perdonatelo, di certo non sarà “El” in stile Gonzalo Higuain, ma con la cosiddetta macchina fotografica ha saputo cogliere il momento, ruggente e spietato, carpe diem diremmo, con lo stile e la puntualità tipica del bomber di razza argentino.

Beh… e visto che ci siamo… voi chiamatele, se vi pare… Sensazioni.
Sì… sensazioni.

Chi lo sa, basterebbe rievocare l’attimo in cui ci si rinfresca dopo un lungo viaggio, basterebbe stringere coi pensieri un bicchiere d’acqua dopo un’improvvida ed estenuante maratona immaginaria, basterebbe rifarsi gli occhi, anche soltanto col pensiero, con un intenso arcobaleno giunto dopo una devastante tempesta.

Gentili lettori, accompagnatemi mano nella mano:
il Crotone che sa giocare a calcio, che sa segnare, che sa offrire sensazioni nell’Olimpo dei Campioni, ti squarcia il cuore come quell’arco colorato, profuma e inebria la vista di felicità, ti porta in Paradiso con “poco”, annichilendo ansie, preoccupazioni e inquietudini della vita.

E se ancora non vi è bastato… voi chiamatele, se vi pare… Palpitazioni.
Sì… palpitazioni.

Come quelle che ha provato in una domenica pomeriggio di fine ottobre un tizio di (cog)nome Trotta, ex-cannoniere di scorta, che dopo un duello rusticano, fatto di fretta, silenzi e un po’ di prepotenza, scippando la pistola al compañero di squadra, si è voltato di spalle, pronto a far secco il gringo Sorrentino, al calar dell’ultimo giro di lancette.

Eppure, nel suo volto deciso e nella sua mente arzigogolata, non rimbalzava la colonna sonora di “Per qualche dollaro in più”, no… per carità, nella sua testa rimbombava la sociologica “Leva calcistica del ’68” di Francesco De Gregori.

Marcello… uno stadio intero invoca e ti prega: ora che ti sei impossessato in quel modo della sfera di cuoio… NO!

Non sbagliare il calcio di rigore!

Eh… palpitazioni, dicevamo.
Cosa possono saperne… che possono capire gli intellettuali dell’anticalcio?!

Come possiamo spiegar loro di quel pallone spietato che è partito insolente, seguendo un’unica direzione, un solo sguardo, una scia perentoria, dritta per dritta alla velocità della luce, andando a infilarsi in un piccolo cantuccio, in un angolino strettissimo, e rimanendo imbalsamato, quasi a voler gridare anch’esso, assieme a tutti gli spettatori presenti sugli spalti o inchiodati sui divani davanti al televisore: è goal! È GOAL!

 

Finalmente godiamo davvero… finalmente vinceremo in Serie A!

E, da più parti, si ricorda come proprio questa Serie A, nel calcio “moderno”, si sia abbassata di livello, non riuscendo più ad esprimere le qualità degli ultimi trent’anni.

Probabilmente sì, è vero… se si ripensa agli anni d’oro dei Maradona e dei Van Basten prima, dei Batistuta e dei Del Piero poi.
Eppure l’impressione immediata, per noi che la stiamo assaggiando, gustandocela fino in fondo, è chiara.

La Serie A non prescinde da… Emozioni… Sensazioni… Palpitazioni.

Un indescrivibile mix che fa di una singola partita… una battaglia infinita di altre trentotto provatissime battaglie, utili a vincere la guerra… della salvezza.

Una salvezza del potere.

Una salvezza, soprattutto, del volere.

Una salvezza della fortissima gioia… come quella di Diego Falcinelli, il compañero di squadra, che dopo i soliti dubbi e tentennamenti e, chi lo sa, forse ripensamenti, ha ringraziato il suo procuratore Patrick Bastianelli per averlo spedito in questa piccola cittadina del Sud, divenuta improvvisamente a colori, come il capolavoro di Pipita in cui è raffigurato.

La festa stavolta è iniziata davvero, sotto tutti i punti di vista.

Le critiche (a volte veramente insenstate!) degli ultimi mesi sembrano alle spalle, lontane anni luce.

E ora sta a voi, cari Squali, caro Nicola, proseguire su questa strada senza inventarsi nulla, se non… nuove Emozioni… nuove Sensazioni… nuove Palpitazioni.

Come quelle che proveremo ancora, prestissimo, in quel di San Siro contro, udite udite, l’Internazionale di Milano, in una sfida tanto complicatissima quanto inedita.

Crotoniati a San Siro

Dunque, fate attenzione, cari amici italiani del nord, il messaggio lanciato è cristallino: lo Squalo c’è, è vivo, è rinato… è tornato più combattivo che mai!

La capitale della Calabria calcistica, colei che la rappresenta in lungo e in largo, sta affilando di nuovo le armi ed è pronta a stupire!

Così che a noi non rimane che dirvi… FORZA CROTONE!

E… Ad maiora semper!

 

Andrea De Marco

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