Crotone – Juventus 0-2: la rinuncia e la festa

Era l’evento più atteso del 2017 per Crotone, ma soprattutto per le provincie calabresi, quella crotonese compresa. Incasso pari a circa 650.000 euro per i fratelli Vrenna e tanti selfies per i simpatici raccattapalle rossoblù, che al termine della gara hanno giustamente goduto della presenza di campioni di inestimabile valore del calcio Europeo che non hanno minimamente lesinato confidenze e sorrisi.

A differenza di 11 anni fa, durante il campionato di serie B, la tifoseria rossobù ha dato lezione di tifo a tutta Italia, dimostrando compattezza ed autorità nel sostenere la squadra; e non è sempre così quando di scena per i campi d’Italia c’è la Vecchia Signora. Il covo della tifoseria più calda, la curva Manzulli, non ha fatto mancare il calore e il sostegno agli uomini di Nicola per oltre due ore allo stadio E. Scida. Silenziosi e timorosi i sostenitori bianconeri presenti nel settore ospiti. Molto più caldi invece i tifosi bianconeri provenienti da Catanzaro e provincia che occupavano soprattutto parte dela tribuna, che da ormai tempo immemore non avevano prima di ieri sera, avuto modo di confrontarsi col calcio, che non sia quello dei campi dilettantistici e di Lega Pro. Una grande festa dunque ed una grande prova di maturità; dopo 11 anni, si cresce anche sotto altri aspetti. E’ così infatti che si costruiste una propria identità, che si rafforza la propria esperienza per dimostrare di poterci stare in questa categoria.

Non cresce invece il Crotone in campo, che è bravissimo a contenere i campioni d’Italia per oltre un’ora di gioco, ma che ormai stancamente e prevedibilmente, interpreta un calcio di rinuncia. Una squadra incapace di guardare al di fuori della propria metà campo, senza un’idea di costruzione per offendere, che sia la porta di Buffon o quella di Posavec. Una squadra che a questo punto del campionato, risulta evidente come non sia allenata nella fase d’attacco, ma neanche nella ripartenza. E se decidi di fare una partita (cioè quasi tutte fino ad oggi) di contenimento, la più semplice delle aspettative sarebbe quella di preparare uno, anche solamente uno schema per infilare gli avversari. Ed invece, tanto agonismo e tanto impegno, cuore e corsa fino a sfiancarsi, ma sempre e solamente per rincorrere gli avversari in contropiede.  Del resto le premesse alla partita, anche senza andare a ripercorrere i match precedenti, erano chiarissime, Nicola infatti per niente simpaticamente affermava che l’unica speranza per fermare la Juventus, era quella che Buffon e compagni non si presentassero neanche allo Scida. Ed anche le dichiarazioni a fine partita, ad elogiare (giustamente) i suoi ragazzi, che lasciano intendere la soddisfazione a non aver preso “l’imbarcata”, non sono che la conferma al credo tattico, se così possiamo chiamarlo, di Nicola.

Quantomeno questa volta Nicola non sbaglia la formazione iniziale, come avvenuto al Barbera qualche giorno fa, e l’esperimento (alla 23a giornata) di Tonev al fianco di Falcinelli, è di conforto per il futuro, a patto che si decida di farli giocare qualche metro più avanti. Anche il rientro di Mesbah sulla fascia sinistra regala solidità ad una difesa già arcigna di suo con Rosi Ferrari e Ceccherini. Inutile dire che il fortino rossobù dura circa un’ora, poi ci pensa Mandzukic a ribadire in rete una respinta di Cordaz non impeccabile nel suo intervento su colpo di testa di Asamoah. Il raddoppio arriva per opera di Higuain, ben imbeccato da Pjanic, che salta anche Cordaz e deposita in rete. La partita finisce praticamente qui.

Testa alla Roma, che si presenterà certamente allo Scida per l’incontro di domenica alle 12:30, sperando che l’unico intento non sia ancora una volta quello di evitare l’imbarcata, perché l’imbarcata all’Olimpico nella gara d’andata l’abbiamo già subita.

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